Storia di una serata in parapendio biposto con un amico

Storia di una serata in parapendio biposto con un amico

Un volo serale, i voli che preferisco

principalmente per il fatto che le condizioni di termica tendenzialmente tendono a calare e a lasciare spazio ad ascensioni più grandi e gradevoli. Erano circa le 15 di venerdì 20 luglio 2018 e come ogni sera dal lavoro (mi occupo della manutenzione degli impianti sciistici della zona del Col Rodella a Campitello di Fassa) alzo il naso al cielo. Siccome qui in val di Fassa le condizioni sono abbastanza “strong” non sempre la sera in estate si può volare, il rischio di temporali o vento forte è sempre dietro l’angolo. Ma quella sera prometteva bene. Alle 15 i pochi cumuli erano altissimi a quota 4000 e non sembrava che a quell’altitudine ci fosse tanto vento. Guardo le previsioni e mettono dai 10 ai 15 km/h di vento da nord a 3000 metri. La stazione meteo al col Rodella segna una raffica a 30 km/h alle 13e50, ma per il resto sempre una media di 15 km/h per tutta la giornata. Si sa, a luglio con giornate così potenti una termica fa subito a far schizzare la stazione a 30. Chiamo Sebastian, un mio collega di lavoro, anche lui volatore e gli dico: stasera atterriamo in Marmolada, ti va un giro in biposto? Domanda inutile, ci mettiamo d’accordo, chiamo altri amici e alle 17 ci troviamo in decollo in cima al col Rodella. Troviamo una prevalenza di vento da nord a circa 5-10 km/h in decollo e fortunatamente assenza di brezza di valle. Sono le condizioni che preferisco, perché significa che il vento da nord contrasta la brezza quel tanto da creare belle termiche che salgono generalmente verticali. Siamo in 3 in decollo, Sebastian, Crustone (Stefano) ed io. Quattro risate mentre ci prepariamo e poi uno dietro l’altro decolliamo e ci dirigiamo sopra la croce di Canazei, dove sappiamo già di trovare la nostra prima termica. Crustone inizia a girare sopra il bosco e a stento inizia a salire, arrivo io sotto di lui ed inizio a girare in una debole ascensione… Troppo debole, non riesco a salire e resto a quella quota per 3 – 4 minuti mentre Stefano piano piano sale. Inizio quasi a scoraggiarmi e a pentirmi della scelta del biposto, termica debole e stretta. Penso: “se fossi da solo girerei stretto e meglio con la mia veletta invece che con questo camion. Insisto e fortunatamente dopo un po’ inizio piano piano a salire. Guadagno 2-300 metri sempre in una termica debole, ma guardare Crustone mi incoraggia, lo vedo molto più su e sembra salire molto bene. Non ci vuole molto infatti prima che la termica diventi bella consistente. I miei sforzi di insistenza sono premiati, la termica diventa più forte fino a toccare gli 8 m/s a salire. In un attimo siamo sparati in orbita a quota 4000 sotto un bel cumulo.

Crustone è già partito alla volta della Regina, lo vediamo in lontananza e naturalmente partiamo all’inseguimento. Intanto sotto di noi vediamo altre 2 vele che salgono nella stessa nostra termica, sono Simone e Nicola che hanno tardato ad arrivare in decollo. Proseguiamo la nostra planata verso la Marmolada e arriviamo sopra punta Penia ancora altissimi a circa 3700 metri.

Quasi un peccato scendere, però il target per questa sera è fare Top Landing in Marmolada. Mi metto abbondantemente a nord sopra il ghiacciaio così da provare di evitare zone di ascensione e inizio a smaltire quota. Qualche wing over e qualche vite e ci troviamo circa 150 metri sopra la punta. Atterrare in Marmolada è relativamente semplice se le condizioni lo permettono, ma bisogna avere una grande conoscenza della zona, infatti il vento non favorevole o la troppa attività termica potrebbero far diventare molto pericoloso l’atterraggio, quindi non consiglio a nessuno che non abbia una buona esperienza di volo a provarci. Controllo il vento e imposto l’atterraggio verso ovest. Lo spazio è grande e c’è ancora neve che copre il ghiaccio, quindi perfetto. Atterriamo, faccio la vela a fiocco e la ripongo vicino al rifugio. La vista è bellissima da quassù!

Piano piano atterrano altri piloti locali e ci ritroviamo in 8 dentro al rifugio a berci qualcosa di caldo raccontandoci di voli passati.

Restiamo li ancora un’oretta e poi ripartiamo quando le condizioni si sono un po’ calmate. Ci aspetta una tranquilla e rilassante planata di 2000 fino in atterraggio…

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